
24) La critica dell'arte.
In nome della teoria delle Idee l'arte subisce una condanna
inappellabile: essa non ha diritto ad alcuna libert o autonomia.
Socrate parla in prima persona; il suo interlocutore  Glaucone.
Repubblica, 597 a-598 d (vedi manuale pagina 103).
[597 a] - E il fabbricante di letti? Non dicevi poco fa che non
costruisce la specie in cui diciamo consistere ci che  letto,
ma costruisce un determinato letto? - Lo dicevo, s. - Se dunque
non fa quello che  letto, non far ci che , ma un oggetto che
 esattamente come ci che , ma che non . E chi asserisse che
l'opera del costruttore di letti o di un altro operaio  cosa
perfettamente reale, non rischierebbe di dire cose non vere? - Non
vere, certamente, rispose; cos almeno potr credere chi si occupa
di simili argomenti. - Allora non meravigliamoci affatto se anche
questa opera , rispetto [b] alla verit, qualcosa di vago. - No,
certo. - Ebbene, ripresi, vuoi che, servendoci di questi medesimi
esempi, ricerchiamo chi mai  questo imitatore? - Se vuoi ...,
disse. - Questi nostri letti si presentano sotto tre specie. Uno 
quello che  nella natura: potremmo dirlo, credo, creato dal dio.
O da qualcun altro? - Da nessun altro, credo. - Uno poi  quello
costruito dal falegname. - S, disse. - E uno quello foggiato dal
pittore. Non  vero? - Va bene. - Ora, pittore, costruttore di
letti, dio sono tre e sovrintendono a tre specie di letti. - S,
tre. - Ebbene, il dio, sia che non l'abbia voluto [c] sia che
qualche necessit l'abbia costretto a non creare nella natura pi
di un solo e unico letto, si  limitato comunque a fare, in unico
esemplare, quel letto in s, ossia ci che  letto. Ma due o pi
letti di tal genere il dio non li ha prodotti, e non c' pericolo
che li produca mai. - Come?, chiese. - Perch, ripresi, se ne
facesse anche due soli, ne riapparirebbe uno di cui ambedue
quelli, a loro volta, ripeterebbero la specie. E ci che  letto
sarebbe quest'ultimo, anzich quei due. - Giusto, [d] rispose. -
Conscio di questo, credo, il dio ha voluto essere realmente autore
di un letto che realmente , non di un letto qualsiasi; n ha
voluto essere un qualunque fabbricante di letti. E perci ha
prodotto un letto che fosse unico in natura. - Pu darsi. - Vuoi
dunque che lo chiamiamo naturale creatore di questa cosa, o con un
titolo consimile? - E' proprio giusto, rispose; perch sia questa
sia tutto il resto l'ha fatto in natura. - E il falegname? Non
dobbiamo chiamarlo artigiano del letto? - S. - E anche il pittore
artigiano e autore di questo oggetto? - No, assolutamente. - Ma
come lo definirai rispetto al letto? - Secondo me, disse, [e]
l'appellativo che pi gli si addice potrebbe essere imitatore
dell'oggetto di cui quegli altri sono artigiani. - Bene, risposi.
Allora chiami tu imitatore chi  artefice della terza generazione
di cose a partire dalla natura? - Senza dubbio, rispose. - Tale
sar dunque anche l'autore tragico, se  vero che  un imitatore.
Per natura egli  terzo a partire dal re e dalla verit. E tali
saranno tutti gli altri imitatori. - Pu essere. - Eccoci dunque
d'accordo sull'imitatore. Ora veniamo al pittore. Dimmi: ti [598
a] sembra che egli cerchi di imitare il singolo oggetto in s che
 nella natura, oppure le opere degli artigiani? - Le opere degli
artigiani, rispose. - Quali sono o quali appaiono? Fa ancora
questa distinzione. - Come dici?, chiese. - Cos: un letto, che tu
lo guardi di lato o di fronte o in un modo qualsiasi, differisce
forse da se stesso? O non c' nessuna differenza, anche se appare
diverso? E analogamente gli altri oggetti? - E' cos, rispose;
appare diverso, ma non c' alcuna differenza. [b] - Esamina ora
quest'altro punto. A quale di questi due fini  conformata l'arte
pittorica per ciascun oggetto? A imitare ci che  cos come , o
a imitare ci che appare cos come appare? E' imitazione di
apparenza o di verit? - Di apparenza, rispose. - Allora l'arte
imitativa  lungi dal vero e, come sembra, per questo eseguisce
ogni cosa, per il fatto di cogliere una piccola parte di ciascun
oggetto, una parte che  una copia. Per esempio, il pittore,
diciamo, ci dipinger un calzolaio, un falegname, gli altri [c]
artigiani senza intendersi di alcuna delle loro arti. Tuttavia, se
fosse un buon pittore, dipingendo un falegname e facendolo vedere
da lontano, potrebbe turlupinare bambini e gente sciocca,
illudendoli che si tratti di un vero falegname. - Perch no? - Ma,
mio caro, di tutti costoro si deve, credo, pensare cos. Quando, a
proposito di un certo individuo, uno venga ad annunziarci di avere
incontrato un uomo che conosce tutti i mestieri e ogni altra
nozione propria dei singoli specialisti, e tutto conosce pi [d]
esattamente di chiunque altro, a tale persona dovremo replicare
che  un sempliciotto e che con ogni probabilit ha incontrato un
ciarlatano, un imitatore, da cui  stato turlupinato; e cos gli 
sembrato onnisciente, ma solo perch  lui incapace di vagliare
scienza, ignoranza e imitazione. - Verissimo, disse. [...].

(Platone, Opere, volume secondo, Laterza, Bari, 1967, pagine 427-
429).

